COS'E

mercoledì 24 aprile 2013

SCHWAZER, il doping e la necessità socio politica di praticarlo. Per vincere.


Povero Alex Schwazer, un'altra vittima.
Del doping? No del perbenismo, dell'ipocrisia e della competizione esasperata che nello sport, come nelle attuali vicissitudini sociali, ti costringe a ricorrere a qualsiasi sotterfugio se vuoi emergere. Perché tutti lo fanno, almeno tutti quelli emersi e vincenti, e se non fai lo stesso sai di essere tagliato fuori in partenza, neanche ci arrivi alle olimpiadi, e solitamente neanche alle finali regionali della valle d'aosta, dove pure demograficamente si dovrebbe avere un qualche vantaggio e una qualche possibilità di vincere "pulito".


Uno dei miei migliori amici, faceva sport seriamente, guarda caso atletica, arrivando a sfiorare il professionismo; poi, per vari motivi, ha smesso, almeno di fare davvero sul serio, verso i vent'anni. Non era male, anzi; ma dice di essere sicuro che i suoi margini di miglioramento senza altri additivi erano pressoché irrisori. Avrebbe potuto fare qualcosa in più, ma non quell'abisso di MINUTI (almeno 2 nei 5000mt) in meno che gli sarebbe stato necessario.
Senza doping non era possibile!!! Eppure era congenitamente predisposto a quella disciplina: sin da bambino non gli tenevano testa neanche atleti di 2-3 anni più grandi, e vinceva anche gare di discreta importanza. Negli allenamenti non si tirava certo indietro. Insomma ce l'avrebbe potuta fare ne erano convinti tutti, e verso i 18-20 anni è appunto arrivato al confine o quasi, per sua ragionata ammissione, di quello che un essere umano "naturalmente" può fare. Per andare oltre, ripeto di almeno 2 min sui 5 km, ed entrare nei pro, serviva altro, figuriamoci per arrivare a mondiali olimpiadi o record vari..... E ammesso anche che i recordman siano meglio predisposti geneticamente e che abbiano migliori metodi di allenamento e maggior caparbietà, non penso siano giustificabili tempi del 20-25% migliori...
O ancora potrei parlarvi di un altro mio amico e coetaneo, fortissimo nel ciclismo, tanto che ad un certo punto venne ingaggiato da una importante squadra di altissimo livello. Vi durò un anno scarso e poi, pure essendo per lui le due ruote una ragione di vita sino ad allora, abbandonò del tutto l'agonismo. Mi ha sempre detto, da subito, che lassù funzionava tutto a pane e siringhe e lui proprio non ne aveva il coraggio.
Sono fortemente convinto che qualsiasi professionista, in qualsiasi sport e ancor di più negli sport più faticosi e logoranti (atletica, ciclismo,nuoto..) faccia uso di sostanze dopanti, legali, illegali o sconosciute.

Ma allora perché ne acchiappano così pochi? Perché altrimenti significherebbe rompere deliberatamente il giocattolo, significherebbe sconfessare una retorica vecchia di migliaia di anni, significherebbe sminuire gli idoli, e tutto ciò che muovono ($), svelare la falsa innocenza dello sport, l'attività più pura per antonomasia, significherebbe ammettere che solo col trucco e con l'inganno si possono conseguire risultati eclatanti.
http://www.workbook.com/blog/tag/cycling-doping#page=1
Del resto è la stessa cosa che capita tutti i giorni in tutti i settori: solo dopati dalle piccole e grandi truffe, da inganni e raggiri, da reconditi comportamenti delinquenziali si riesce ad emergere in modo clamoroso e sovrastare chi invece gioca pulito.La sintesi e l'esemplificazione è la politica


, ma non mi voglio addentrare, mi limito a dire che il macchiavellismo, la miglior dote per un politico, prevede come qualità   sine qua non questi doping comportamentali.....
Penso che l'esempio più chiaro del "si sa ma non si dice" sia quello del mai abbastanza lodato, come calciatore, Dieguito Maradona.
Ma voi pensate davvero che quel ragazzo, arrivato dalle peggiori periferie di Buenos Aires, abbia conosciuto il vizietto che lo ha portato alla rovina e ne sia diventato schiavo a trent'anni? Suvvia, siamo onesti e realisti, lo stesso Barcellona si "disfò" di lui perché subodorava, o meglio sapeva. Non erano tempi di compravendite calcistiche come quelli odierni, e quando trovavi un giocatore così, soprattutto se eri una delle più grosse società al mondo, te lo tenevi ben stretto, era un epoca dove ancora esistevano i valori, le bandiere e i calciatori cambiavano maglia ogni 10 anni. E inoltre uno così non lo cedevi a una società di secondo piano (senza offesa per il Napoli, ma così era) ne avresti trovato ben altre disposte a comprarlo, ma forse non a far finta di niente e rischiare tanto....
Ma a chi avrebbe giovato sputtanare quel fuoriclasse che incantava il mondo intero? Era forse il migliore di tutti i tempi e tu lo facevi fuori per qualche striscia di coca vietata dai regolamenti? Non sarebbe convenuto a nessuno, meglio coprirlo, essere accondiscendenti e sfruttarne le uova d'oro. Almeno sino a quando non ha cominciato per altri motivi, sociali e politici imho, a star sulle balle e ad avere troppo seguito e possibilità di trascinamento popolare. O forse magari per più futili motivi che io ignoro o non focalizzo, ma tant'è che solo quando hanno deciso che bisognava farlo fuori lo hanno beccato. Sino ad allora gliene fregava a nessuno.....
E gli altri che vengono smascherati,
senza motivo apparente direte, perché? Beh per alcuni ci saranno motivi che a noi non sono noti, nel senso che qualcuno avrà Le sue buone ragioni economiche, politiche, personali o sportive per farli fuori, ma per la grande maggioranza penso sia solo per dare un'immagine credibile a tutto il movimento, per poter dire : <Visto? qualche mela marcia c'è non lo si può negare, ma noi vigiliamo, e le facciamo fuori...continuate a tifare e a darci i vostri soldi e il vostro appoggio>.
Come succede in politica, ripeto.

domenica 21 aprile 2013

POTATURE- il sapere non praticato

Il periodo delle potature, negli olivetti in Sardegna, è quasi terminato. 
Sono stati eliminati tutti i vecchi rami improduttivi, che impoverivano col loro grosso succhiare gli ulivi e che erano di ostacolo per le nuove generazioni che scalpitano dalla voglia di produrre qualcosa. 
Le motoseghe e i segacci non hanno risparmiato neanche tutti quei giovani polloni che, cercando una via più facile alla vita, si erano insediati in posizioni a loro favorevoli ma deleterie per la buona condotta delle piante su cui insistevano. Inoltre i loro frutti, se mai ne avessero prodotto, sarebbero stati difficilmente raggiungibili nel periodo della raccolta. 

Ora i rami di nuova e buona volontà sono stati messi nelle migliori condizioni perché possano svilupparsi e produrre i frutti migliori.
Ci vuole tempo, il tempo necessario di ogni ciclo, ma certamente non deluderanno le aspettative. 
Già quelli messi in condizioni ottimali l'anno passato, con l'arrivo della primavera stanno rivelandosi un pullulare di fiori e di buone aspettative.
L'uomo, cosi imbecille e incapace nel gestire le umane potature all'albero della società, almeno con la natura è riuscito a far tesoro degli insegnamenti e delle esperienze secolari.
Imparerà mai a trasporre queste esperienze?
Ah, io, se serve, quel poco che ho imparato e la mia motosega li metto a disposizione. 
Fatemi sapere.....